Il mio carissimo amico Sergio LU7YS mi ha fatto la bella sorpresa di registrare un nostro QSO e mettermi su youtube, ecco il video:
08 giugno 2009
25 maggio 2009
Fantastica Marzaglia 2009
Finalmente dopo tanti giorni mi sono deciso a pubblicare sul Blog le foto di Marzaglia.. Io c'ero.. è stato molto bello !
06 aprile 2009
Il tocco finale di Ciro
Il microfono collegato al preamplicifatore autocostruito con doppio triodo.

Ma ora vi lascio direttamente alle parole di Ciro, IZ1HKK:
Ma ora vi lascio direttamente alle parole di Ciro, IZ1HKK:
Tutto nasce con la necessita' di adattare vari tipi di micro all'ingresso del
DRAKE T4XB.
Infatti fino a quel momento l'interesse per il settore microfoni mi
era del tutto indifferente (non sono per l'hi fi ssb),
ma visto che la
necessita' aguzza l'ingegno mi sono dedicato in un primo momento alla
realizzazione di un pre valvolare
impiegante un doppio triodo alimentato a
bassa tensione, visti i primi risultati,non sempre entusiasmanti , ma
deciso a
non mollare ho pensato che era tempo di costruire anche il microfono .
L'unico
merito che ho e' quello di aver migliorato la realizzazione di un progetto di
un om americano che e' stato descritto
su radiokit di marzo; a dire il vero
con lo stesso tipo di trasduttori avevo in passato fatto alcune esperienze
adoperandoli come pik-up per strumenti musicali (visto che il mio ex cognato e'
musicista) , ma poi chiusi quel ricordo
in un cassetto della memoria fino a
quando non rividi quell'articolo.
Ma veniamo alla mia realizzazione : visto che
gli esperimenti seguendo le descrizioni dell'articolo risultavano
deludenti
(l'emissione era poco piu' che citofonica) pensai di modificare l'impronta
generale del progetto.
Premetto che l'elemento sensibile e' un buzzer
piezoelettrico di circa 25 mm di diametro, una cialda di quel genere si trova
comunemente in biglietti di auguri musicali , in ronzatori telefonici in vari
giochi per bambini e in tutte quelle applicazioni che richiedano un buon
livello sonoro in poco spazio senza dover usare un 'altoparlane.
La cialda in
questione l'ho montata dentro a un riduttore di pressione di quelli che si
usano per le bombole di gpl,
la scelta e' stata dovuta al fatto che non
possedendo un tornio e quindi non potendo realizzare quello che serviva e cioe'
un padiglione piu' grosso rispetto a quello utilizzato dal progetto originale.
Infatti ,utilizzando un'area di cattura piu grande sono aumentate resa e
dinamica in maniera accettabile rendendo passabili le scarse caratteristiche
del captatore.
Del riduttore di pressione oltre al padiglione ho utilizzato
anche la membrana in gomma e il copercho che, opportunamente tagliato in
maniera trasversale al suo asse e' diventato la flangia di chiusura di tutto
l'assieme.
Ricapitolando: dopo aver smontato il riduttore e spogliato il
madesimo da quello che non serve ,appoggiare la membrana di gomma sul
padiglione,appoggiare la cialda piezo con la parte metallica sulla membrana di
gomma ,incollare con una goccia di bostik un dado a testa cieca di ottone da 6
mm (gia' provato plastica e derivati non vanno bene,trasducono male il suono)
sulla superficie sensibile della cialda,(questo dado deve essere ben lisciato
sulla testa con un po' di carta abrasiva fine onde evitare che il medesimo vada
a forare la membrana che vi andra' a scontrare) a questo punto si
puo'sovrapporre la membrana vera e propria ,ovvero quella che catturera' il
suono e che a sua volta passando per il dado da 6 mm sollecitera' la cialda.
Sul tipo di membrane ci si puo' sbizzarire nel provare materiali diversi ,dalla
carta d'alluminio da cucina alla pellicola trasparente per cibi alla plastica
delle copertine dei libri fino al mylar ,l'importante e' che la membrana sia
ben tesa e senza grinze ma, con il mio sistema ,la flangia che va a chiudere
questo panino, aiuta veramente l'operazione.
L'aver adoperato la membrana di
gomma del riduttore come supporto per la cialda ,fa si che l'effetto elastico
della medesima mantenga in costante trazione la membrana di cattura e allo
stesso tempo crei una sorta di sospensione pneumatica all'elemento
sensibile
isolandolo meccanicamente dal resto del micro.
Una fase importante e' quella
della messa a punto, la membrana infatti richiede una sorta di taratura che si
ottiene praticando dei fori con uno spillo radialmente alla medesima ricercando
di volta in volta la resa migliore.
Dopo un po' di esperimenti si capisce come
si deve agire e dove si deve agire,alla fine ho appoggiato sulla membrana un
pezzo di calza di nylon nera(rubata alla yl) a mo' di antisoffio e a protezione
della membrana stessa.
Per il resto e' solo questione di personalizzare la
costruzione ,io per la base ho usato un supporto da tenda per doccia
di quelli
a raggiera , l'asta e' un pezzo di tubo in alluminio anodizzato dello stesso
diametro dell'ingresso del riduttore, la piccola base in legno e' ricavata da
una perlina da un cm di spessore verniciata con del trasparente color mogano,
lo stesso che ho utilizzato per verniciare il padiglione del microfono, la
flangia con le sei viti essendo d'alluminio mi e' bastato sverniciarla e
lasciarla nature, qualche dado di ottone per impreziosire il tutto e il
risultato e' piu' che vintage.
P.S. volevo precisare che oltre che essere stato
logorroico nella descrizione ,questi tipi di microfono prevedono l'uso di
preampli .
73 de IZ1HKK Ciro _._
01 aprile 2009
Resonant Speakers
Avete mai visto o sentito uno speaker risonante ?

Estremamente interessante e senz'altro da provare....

Estremamente interessante e senz'altro da provare....
Just what the heck is a resonant speaker you ask? Well a resonant speaker operates under the same pricipal as a resonant antenna. It is a speaker tuned to resonate at a certain frequency.Read more.....
21 marzo 2009
INTERNATIONAL VINTAGE CONTEST
Organized by Section ARI Rimini - www.aririmini.it
Second Edition
12 APRIL 2009
From 08.00 UTC to 12.00 UTC and from 15.00 UTC to 19.00 UTC
Qui troverete il regolamento e ogni altra utili informazione.
Partecipate numerosi !
18 marzo 2009
PERCHE' I RADIOAMATORI NON CONCORRONO ALL'INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO
L'inquinamento elettromagnetico e i Radioamatori
I radioamatori e le emissioni a radiofrequenza
I radioamatori italiani dopo aver superato un esame ministeriale ottengono l'autorizzazione a trasmettere su varie frequenze con una determinata potenza massima. Le frequenze assegnate vanno dalle onde corte (1.8 MHz) alle microonde (24 GHz) anche se il grosso del traffico avviene tra 3.5 e 432 MHz.
La potenza massima di alimentazione allo stadio finale del trasmettitore può essere di 500 W che mediamente corrisponde ad una potenza disponibile all'antenna di 150 - 200 W. Per quanto riguarda i ricetrasmettitori portatili, operano su frequenze di 144 e 432 MHz con potenze tra 0.5 e 5 W. Per questi ultimi, che possono essere confrontabili ai telefoni cellulari anche se le frequenze più basse di utilizzo riducono drasticamente gli effetti di assorbimento, possiamo parlare di effetti di riscaldamento limitati ad una zona di pochi centimetri nell'intorno dell'antenna che quindi hanno effetto solo sull'operatore stesso.
Date le potenze e le frequenze utilizzate, gli effetti termici sono assolutamente trascurabili e comunque inferiori a quelli dei telefoni cellulari per i quali comunque viene ad oggi escluso un effetto nocivo sulla nostra salute.
Qualche preoccupazione è stata sollevata in qualche caso, con riguardo alle emissioni di apparati più potenti collegati ad antenne poste sui tetti delle case.
Queste antenne operano sostanzialmente sulle frequenze corrispondenti alle onde corte, dove l'assorbimento dell'energia a radiofrequenza da parte dei tessuti è trascurabile (ricordiamo che l'assorbimento è proporzionale alla frequenza e diventa significativo per frequenze superiori al GHz, quindi 100 volte più alte di quelle usate dai radioamatori in onde corte). Inoltre abbiamo visto che il campo elettromagnetico varia in proporzione inversa al quadrato della distanza dell'antenna. Facendo una semplice simulazione, un trasmettitore che generi in antenna la potenza di 100 W produce un campo di circa 0,025 W/m2 a 20 metri e quindi all'interno di un locale sottostante l'antenna, tenuto conto degli assorbimenti nei muri, a stento raggiungeremmo la densità di potenza di 0,001 W/m2. Questo valore è 2000 volte inferiore a quello prescritto come limite dal Decreto Interministeriale del 2/1/1999, previsto per una esposizione continua di 4 ore al giorno.
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